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Intervento alle Nazioni Unite

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Testo Integrale:

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Signor Presidente dell’Assemblea Generale,

Signor Segretario Generale,

Signori Rappresentanti Permanenti,
Eccellenze,
Illustri Delegati,
Signore e Signori,

desidero anzitutto esprimere, a nome della Repubblica Italiana, il più sincero e profondo apprezzamento per il lavoro che questa Commissione continua a svolgere con equilibrio, autorevolezza e spirito di responsabilità nel promuovere il rafforzamento della cooperazione multilaterale in materia di prevenzione del crimine, giustizia penale, tutela dello Stato di diritto e sicurezza internazionale, in una fase storica nella quale le trasformazioni geopolitiche, economiche e tecnologiche che attraversano il sistema internazionale stanno modificando con straordinaria rapidità non soltanto gli equilibri strategici globali, ma la natura stessa delle minacce che gravano sulle nostre società, sulle nostre istituzioni democratiche e sulla sicurezza collettiva della comunità internazionale.

Intervenire oggi dinanzi a questa Assemblea significa, infatti, prendere parte a una riflessione che trascende la dimensione puramente tecnica della cooperazione giudiziaria e della sicurezza pubblica, poiché le questioni affrontate in questa sede investono direttamente il futuro dell’ordine internazionale fondato sul diritto, la capacità delle Nazioni Unite di continuare a rappresentare il centro della governance multilaterale globale e la possibilità stessa di preservare un sistema internazionale fondato sulla cooperazione, sul rispetto della sovranità degli Stati, sulla tutela dei diritti fondamentali della persona umana e sulla centralità delle regole condivise rispetto alla logica della forza, dell’unilateralismo e della frammentazione geopolitica.

La criminalità organizzata transnazionale, il terrorismo internazionale, il cyberterrorismo, il traffico di esseri umani, il traffico illecito di migranti, il narcotraffico, il riciclaggio di capitali, la corruzione sistemica, le infiltrazioni criminali nelle economie legali, il traffico illecito di armi, il traffico di beni culturali, i reati ambientali, le minacce ibride, la manipolazione delle informazioni e il crescente utilizzo criminale delle nuove tecnologie rappresentano oggi fenomeni profondamente interconnessi, capaci di destabilizzare economie, compromettere istituzioni democratiche, alterare mercati finanziari, aggravare le fragilità sociali e mettere in discussione la sicurezza, la prosperità e la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato di diritto.

Viviamo in un’epoca nella quale le organizzazioni criminali internazionali hanno acquisito capacità operative senza precedenti, sfruttando le opportunità offerte dalla globalizzazione economica, dall’interconnessione finanziaria, dalla digitalizzazione delle economie e dall’espansione delle infrastrutture tecnologiche globali, riuscendo a operare simultaneamente in molteplici giurisdizioni, a utilizzare sofisticati strumenti di occultamento patrimoniale e a sfruttare le asimmetrie normative esistenti tra gli ordinamenti nazionali per consolidare il proprio potere economico, logistico e finanziario.

Le mafie contemporanee non possono più essere interpretate esclusivamente come fenomeni territoriali o locali.

Esse operano ormai come reti globali flessibili, tecnologicamente avanzate e capaci di adattarsi rapidamente ai mutamenti geopolitici ed economici, infiltrando i mercati internazionali, sfruttando le vulnerabilità delle infrastrutture digitali, manipolando flussi finanziari transnazionali e costruendo relazioni sempre più strette con altre forme di criminalità organizzata, con gruppi terroristici e, in alcuni casi, persino con attori statuali ostili.

La Repubblica Italiana conosce profondamente la gravità di queste minacce, poiché la storia della nostra democrazia repubblicana è stata segnata da una lunga, difficile e dolorosa lotta contro le organizzazioni mafiose, una lotta che ha richiesto sacrifici enormi da parte delle istituzioni dello Stato, della magistratura, delle forze dell’ordine, della società civile e di intere comunità che hanno avuto il coraggio di opporsi alla violenza, all’intimidazione e alla cultura dell’illegalità.

Nel ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rosario Livatino, Piersanti Mattarella e tutte le vittime innocenti delle mafie, l’Italia riafferma davanti a questa Commissione una convinzione maturata attraverso il sacrificio di intere generazioni di servitori dello Stato: la lotta contro la criminalità organizzata rappresenta innanzitutto una difesa della democrazia, della libertà economica, della dignità della persona umana e della credibilità stessa delle istituzioni democratiche.

Fu proprio grazie all’esperienza italiana maturata nel contrasto alle mafie che la comunità internazionale giunse alla definizione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, adottata a Palermo nel 2000, la quale rappresenta ancora oggi uno dei pilastri fondamentali dell’architettura multilaterale globale contro il crimine organizzato.

La Convenzione di Palermo segnò un passaggio storico decisivo, poiché sancì il riconoscimento definitivo del carattere transnazionale della criminalità organizzata e della necessità di una risposta internazionale fondata sulla cooperazione giudiziaria, sull’assistenza legale reciproca, sulla condivisione delle informazioni, sul coordinamento investigativo e sul rafforzamento degli strumenti di contrasto al riciclaggio di denaro e ai flussi finanziari illeciti.

L’Italia continua oggi a operare con convinzione per rafforzare l’efficacia di tale architettura multilaterale, sostenendo il ruolo centrale dell’UNODC, delle reti internazionali di cooperazione giudiziaria e delle agenzie impegnate nel contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali.

In questo quadro, desidero sottolineare il contributo fondamentale assicurato dalla magistratura italiana, dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dalle Direzioni Distrettuali Antimafia, dalla Guardia di Finanza, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Polizia di Stato, dalla Direzione Investigativa Antimafia e dalle autorità italiane impegnate quotidianamente nella cooperazione internazionale contro il narcotraffico, il traffico di esseri umani, il cybercrime e il riciclaggio internazionale.

La Repubblica Italiana partecipa attivamente alle attività di Europol, Eurojust, Interpol ed EPPO — la Procura Europea — contribuendo in maniera significativa alle operazioni multilaterali di contrasto alle reti criminali transnazionali, nella convinzione che nessuno Stato possa oggi affrontare da solo minacce che operano simultaneamente nello spazio fisico, nello spazio digitale e nei mercati finanziari globali.

Signore e Signori,

la rivoluzione digitale e l’accelerazione tecnologica degli ultimi decenni hanno modificato radicalmente il volto della criminalità contemporanea e la natura stessa della sicurezza internazionale.

Il cyberspazio costituisce oggi uno dei principali domini strategici globali, un ambiente nel quale si concentrano opportunità straordinarie di sviluppo umano, scientifico ed economico, ma anche nuove vulnerabilità sistemiche che organizzazioni criminali, gruppi terroristici e attori ostili sfruttano con crescente sofisticazione.

Le infrastrutture digitali rappresentano ormai il sistema nervoso delle nostre società contemporanee.

Energia, trasporti, sanità, telecomunicazioni, finanza, approvvigionamenti strategici, reti industriali, pubbliche amministrazioni e servizi essenziali dipendono in misura crescente dalla sicurezza delle infrastrutture cibernetiche e dalla resilienza delle reti informatiche globali.

La compromissione di tali infrastrutture può produrre effetti devastanti sulla sicurezza nazionale, sulla stabilità economica e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini.

Gli attacchi ransomware contro ospedali, i sabotaggi digitali contro reti energetiche, le intrusioni nei sistemi bancari, le campagne di disinformazione coordinate, il traffico illecito di dati personali, l’utilizzo criminale delle criptovalute e le operazioni cibernetiche contro infrastrutture critiche dimostrano come il cyberspazio sia divenuto uno dei principali terreni della competizione strategica contemporanea.

È per questa ragione che la Repubblica Italiana considera la cybersicurezza una priorità strategica nazionale ed europea.

L’istituzione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha rappresentato un passaggio fondamentale nel rafforzamento della resilienza digitale italiana, nella protezione delle infrastrutture critiche e nella costruzione di un sistema coordinato di prevenzione, monitoraggio e risposta agli incidenti informatici.

Parallelamente, l’Italia ha adottato una Strategia Nazionale di Cybersicurezza volta a rafforzare le capacità di prevenzione e risposta agli attacchi cyber, a promuovere la sicurezza delle reti pubbliche e private, a sviluppare competenze avanzate nel settore digitale e a favorire una più stretta integrazione tra istituzioni, università, settore privato e comunità scientifica.

La Repubblica Italiana considera inoltre fondamentale il rafforzamento della cybersicurezza europea attraverso l’attuazione della Direttiva NIS2, del Cyber Resilience Act, del Digital Services Act, del Digital Markets Act e delle iniziative europee volte a consolidare l’autonomia strategica dell’Unione Europea nel settore digitale e tecnologico.

L’Italia ritiene infatti che la sovranità tecnologica europea rappresenti una componente essenziale della resilienza democratica del continente e della capacità dell’Europa di proteggere le proprie infrastrutture strategiche, i propri dati sensibili e i propri sistemi economici da minacce esterne.

In tale quadro, la cooperazione tra Stati membri dell’Unione Europea assume un valore strategico imprescindibile.

L’Italia sostiene con convinzione il rafforzamento delle capacità operative dell’ENISA, il ruolo di Europol nella lotta contro il cybercrime e le iniziative europee volte a promuovere standard comuni di sicurezza digitale, interoperabilità e protezione delle infrastrutture critiche.

Signore e Signori,

la Repubblica Italiana riafferma con convinzione la piena applicabilità del diritto internazionale al cyberspazio.

Le norme della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale consuetudinario, del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani devono trovare piena applicazione anche nel dominio digitale.

Il cyberspazio non può trasformarsi in una zona sottratta al diritto e alla responsabilità internazionale.

Non può diventare uno spazio dominato dall’impunità, dalla destabilizzazione e dalla violazione sistematica dei principi fondamentali della convivenza internazionale.

L’Italia sostiene pertanto il lavoro sviluppato nell’ambito dell’Open-Ended Working Group delle Nazioni Unite sulla sicurezza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nonché tutte le iniziative volte a promuovere comportamenti responsabili degli Stati nel cyberspazio, meccanismi di confidence-building e strumenti di cooperazione internazionale per la prevenzione e la gestione degli incidenti cyber.

La Repubblica Italiana ritiene che operazioni cibernetiche particolarmente gravi, capaci di provocare danni materiali significativi o compromettere infrastrutture critiche essenziali, debbano essere valutate alla luce dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite in materia di uso della forza e autodifesa.

Allo stesso modo, l’Italia riafferma la piena applicabilità del diritto internazionale umanitario alle operazioni cyber condotte nell’ambito di conflitti armati, nella convinzione che anche le nuove tecnologie debbano restare subordinate ai principi fondamentali di umanità, proporzionalità e tutela delle popolazioni civili.

È in questo contesto che si inserisce la risoluzione promossa dall’Italia in seno alla Commissione sulla Prevenzione del Crimine e la Giustizia Penale relativa al rafforzamento delle infrastrutture cibernetiche per contrastare il cyberterrorismo e la criminalità informatica.

Questa iniziativa riflette la convinzione della Repubblica Italiana secondo cui la cybersicurezza globale debba essere costruita attraverso un approccio multilaterale, inclusivo e fondato sulla cooperazione internazionale, sulla condivisione delle competenze tecnologiche, sul capacity building e sul sostegno ai Paesi maggiormente vulnerabili.

La risoluzione richiama infatti l’importanza delle partnership multilaterali, della cooperazione pubblico-privata e della collaborazione con la società civile quali strumenti essenziali per rafforzare la resilienza cibernetica globale.

L’Italia considera particolarmente importante il sostegno ai Paesi in via di sviluppo nel rafforzamento delle infrastrutture digitali, nella formazione di personale qualificato e nello sviluppo di capacità nazionali di prevenzione e risposta agli incidenti cyber, nella consapevolezza che la sicurezza digitale globale sia indivisibile e che le vulnerabilità di un singolo sistema possano rapidamente produrre effetti destabilizzanti su scala internazionale.

Signore e Signori,

la lotta contro la criminalità organizzata, il cybercrime e le minacce transnazionali non può essere affrontata esclusivamente attraverso strumenti repressivi o securitari.

Essa richiede istituzioni solide, sviluppo sostenibile, inclusione sociale, educazione, trasparenza amministrativa, indipendenza della magistratura e fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche.

Non vi può essere sicurezza duratura senza giustizia sociale.
Non vi può essere legalità senza opportunità economiche.
Non vi può essere stabilità senza istituzioni credibili.

È per questa ragione che la Repubblica Italiana continua a sostenere con convinzione l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e, in particolare, l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 16 dedicato alla promozione di società pacifiche e inclusive, all’accesso universale alla giustizia e al rafforzamento delle istituzioni democratiche.

L’Italia è profondamente impegnata nella cooperazione internazionale allo sviluppo, nel sostegno ai processi di rafforzamento istituzionale e nella promozione della legalità democratica, in particolare nel continente africano e nell’area mediterranea, regioni nelle quali sicurezza, sviluppo, stabilità e cooperazione economica risultano strettamente interconnessi.

Il Mediterraneo rappresenta per la Repubblica Italiana non soltanto uno spazio geografico, ma una dimensione strategica fondamentale nella quale si intrecciano sicurezza energetica, sicurezza marittima, stabilità regionale, migrazioni, cooperazione economica e lotta contro i traffici illeciti.

In questo quadro si inseriscono il Piano Mattei per l’Africa, il rafforzamento della cooperazione con l’Unione Africana, il sostegno italiano ai processi di capacity building istituzionale e l’impegno della Repubblica Italiana nella costruzione di partenariati fondati sul rispetto reciproco, sulla sostenibilità e sulla crescita condivisa.

Signore e Signori,

in un contesto internazionale segnato dal ritorno di logiche di potenza, dalla frammentazione geopolitica e dal moltiplicarsi delle tensioni regionali, le Nazioni Unite restano il principale presidio multilaterale della pace, della sicurezza e della cooperazione internazionale.

Serve un’ONU più efficace, più rappresentativa e più capace di rispondere alle sfide contemporanee.

L’Italia continuerà a sostenere con convinzione il rafforzamento del sistema multilaterale, la riforma delle istituzioni internazionali e il ruolo centrale delle Nazioni Unite quale fulcro indispensabile della governance globale.

Consentitemi di concludere richiamando le parole di Alcide De Gasperi, uno dei grandi padri della democrazia europea e del multilateralismo contemporaneo, il quale ricordava che “il futuro non verrà costruito con la forza, né con il desiderio di conquista, ma con la paziente applicazione del metodo democratico, dello spirito di collaborazione e del rispetto della libertà”.

È una lezione di straordinaria attualità.

Le sfide globali del XXI secolo — dalla criminalità organizzata transnazionale al cyberterrorismo, dalle minacce ibride agli attacchi contro le infrastrutture critiche — impongono alla comunità internazionale uno sforzo collettivo senza precedenti.

Esse richiedono cooperazione multilaterale, responsabilità condivisa, fiducia reciproca e una rinnovata centralità del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali.

La Repubblica Italiana continuerà a operare con responsabilità, determinazione e spirito di cooperazione affinché il progresso tecnologico, la trasformazione digitale e l’innovazione scientifica restino strumenti di libertà, sviluppo umano e prosperità condivisa, e non diventino invece strumenti di destabilizzazione, arbitrio e sopraffazione.

Perché soltanto rafforzando insieme il diritto internazionale, la giustizia globale, la cybersicurezza e la cooperazione multilaterale potremo garantire un futuro più sicuro, più libero e più giusto alle generazioni presenti e future.

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Vi ringrazio.

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Edoardo Pignatti

Rappresentante della Repubblica Italiana alle Nazioni Unite

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