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Colombaro: un modello di rigenerazione integrata tra tecnologia e socialità

Aggiornamento: 5 apr

Amministrare Formigine "sul serio" significa eliminare definitivamente il concetto di periferia, poiché una comunità può dirsi tale solo se i suoi punti geograficamente più distanti dal centro godono della medesima cura, innovazione e attenzione istituzionale. Colombaro oggi richiede un cambio di passo radicale che superi la logica della semplice manutenzione ordinaria per approdare a un ricalcolo strutturale delle sue funzioni e della sua dignità urbana. Significa, dunque, uscire categoricamente dall'idea che esistano zone di serie B o frazioni lasciate "a piedi".

Colombaro oggi non ha bisogno di promesse elettorali, ma di una visione che, come ho descritto nel mio saggio "Architettura del mondo: diritto, diplomazia e potere tra gli Stati", sappia comporre interessi diversi per costruire un ordine sociale solido e funzionale.


Pieve di San Giacomo a Colombaro
Pieve di San Giacomo a Colombaro

In quest’ottica, la mia proposta per l’ex plesso scolastico rappresenta il baricentro di un nuovo contratto sociale tra l'amministrazione e i residenti di Colombaro in quanto vorrei trasformare questo spazio, oggi sottoutilizzato, in un centro intergenerazionale modernizzato, sicuro e, soprattutto, funzionale, capace di generare un valore umano ed economico circolare. Intendo dotare la struttura di servizi sanitari e igienici d’eccellenza, predisponendo locali idonei a ospitare una medicina di prossimità che sia reale e non solo annunciata. L’articolo 32 della nostra Costituzione e l’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sanciscono il diritto alla salute come fondamentale e universale; per questo, non ne farò mai un tabù amministrativo né un costo da tagliare. Vorrei che il Comune garantisse periodicamente la presenza di medici del territorio per analisi del sangue, screening e visite specialistiche direttamente qui, a Colombaro, per abbattere le barriere logistiche e consentire anche a chi non ha i mezzi per raggiungere i centri di cura distanti di esercitare il proprio diritto alla prevenzione.

Ma il riscatto di un luogo passa anche attraverso la sua capacità di produrre economia. Vorrei che l’ex scuola diventasse un’occasione di riscatto occupazionale diretto, in quanto vorrei integrare al suo interno una biblioteca curata e un punto di aggregazione multimediale, la cui gestione non sarà affidata al caso, ma creerà posti di lavoro concreti per i cittadini e, in particolare, per i nostri giovani. Trasformare un vuoto urbano in un centro di servizi e impiego significa, per me, combattere la solitudine sociale con la dignità di uno stipendio e la vitalità della cultura. È un modello di welfare attivo che trasforma la spesa pubblica in investimento sociale.

Questa attenzione alla persona deve però riflettersi necessariamente sulla sicurezza quotidiana delle nostre infrastrutture, perché non c’è dignità senza protezione. Ritengo inaccettabile la pericolosità della rotonda all’ingresso della frazione, quello snodo vitale che collega Castelnuovo Rangone, Montale, Modena e Pozza, dove oggi il pedone è l'anello debole di una catena logistica frenetica. Vorrei procedere senza indugi con il prolungamento del marciapiede e la messa in sicurezza dei passaggi pedonali con illuminazione intelligente, perché la mobilità sicura non è un optional per pochi coraggiosi, è un diritto pre-politico.

Nel mio libro "Il Paese delle occasioni mancate", evidenzio come l’Italia sia spesso paralizzata dalla distanza siderale tra la norma scritta e la realtà dei fatti. Il decoro urbano di Colombaro ne è la prova evidente, in quanto è inutile approvare leggi ambientali di facciata se poi mancano i cestini "a palo" nei punti strategici o se ci si rassegna a vedere migliaia di mozziconi degradare il nostro suolo. Per questo esatto motivo, vorrei installare cestini tecnologici per sigarette utilizzando i fondi del PNRR destinati alla transizione ecologica, garantendo il rispetto delle normative ed evitando che sostanze tossiche finiscano nei cassonetti comuni o nelle nostre caditoie.



Infine, vorrei recuperare la bellezza identitaria del nostro paesaggio agricolo, trasformando la strada rurale verso il laghetto in un corridoio ecologico curato e sicuro, ispirato all'estetica della "Contea", dove la natura incontra l'ordine. Questo avverrà attraverso un accordo diplomatico di partenariato con la proprietà del terreno che preveda illuminazione sostenibile e arredo paesaggistico, dimostrando che la collaborazione tra pubblico e privato può produrre bellezza pubblica. Per realizzare tutto questo non mi servono nuove figure burocratiche o sovrastrutture inutili, ma solo che i rappresentanti di frazione abbiano finalmente un’amministrazione che risponda con competenza tecnica e tempi certi alle loro segnalazioni. La politica che intendo perseguire non vive di slogan gridati, ma della capacità di costruire un'architettura di soluzioni concrete, dove il merito e la capacità di esecuzione diventano gli unici strumenti per preparare con serietà il futuro di Colombaro e della nostra Formigine, andando oltre le logiche di schieramento perché la serietà di un’amministrazione si misura anche dalla capacità di riconoscere e sostenere le buone idee, da qualunque parte esse provengano.


Edoardo Pignatti


Le presenti relative soluzioni tecnico-progettuali — con specifico riferimento all'integrazione dei servizi, al modello di Centro Intergenerazionale e all'impiego dei fondi PNRR — costituiscono opera dell'ingegno originale di Edoardo Pignatti. Il contenuto è integralmente protetto dalla Legge 633/1941, dagli Artt. 2575-2583 del Codice Civile e dalle Direttive UE 2019/790 e 2004/48/CE. Ne è vietata ogni forma di riproduzione, rielaborazione, adattamento o appropriazione indebita, anche parziale.
 
 
 

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