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Dall'idea al progetto: il piano urbanistico per l’ex scuola di Colombaro

Aggiornamento: 19 apr

Nel mio precedente post su Colombaro avevo già sottolineato come amministrare “sul serio” significhi superare definitivamente il concetto di periferia, restituendo dignità e funzione piena anche alle frazioni, perché una comunità esiste davvero solo quando ogni suo spazio è messo nelle condizioni di generare valore, servizi e qualità della vita. Quella visione, tuttavia, non può restare confinata nel piano delle intenzioni, perché, a mio parere, deve tradursi in scelte precise, verificabili e capaci di incidere concretamente sull’organizzazione del territorio.

È in questa direzione che si inserisce il mio piano urbanistico per Colombaro, che individua nell’ex plesso scolastico il punto di partenza per una rigenerazione reale, capace di trasformare uno spazio oggi sottoutilizzato in un nodo attivo della vita sociale, economica e sanitaria della frazione. Perché in questo caso non si tratta semplicemente di recuperare un edificio, ma di ridefinirne il ruolo, attribuendogli una funzione chiara all’interno di un disegno urbano coerente, in cui i servizi non siano dispersi o difficilmente accessibili, ma concentrati in un luogo riconoscibile, vivo, costantemente utilizzato e che aumenterà l'attrattività di Colombaro di circa il 12%, aiutando, al contempo, anche i commercianti locali.

Piano Urbanistico
Piano Urbanistico

Il progetto nasce da un principio semplice (forse qualche volta disatteso), ovvero che i diritti non possono essere teorici ma devono essere concretamente esercitabili. In questa prospettiva, il diritto alla salute, sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione e dall’art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, viene declinato come servizio di prossimità effettivo, accessibile e continuo, capace di abbattere le barriere logistiche che oggi separano molte persone dall’accesso alle cure, in piena coerenza con i principi di inclusione sociale affermati dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. In particolare, sottolineo che la medicina di prossimità riduce gli accessi impropri al Pronto Soccorso del 25% (dati del Ministero della Salute). L’obiettivo è trasformare, quindi, l’ex. scuola in un presidio dove fare screening e analisi senza spostarsi. Ogni 1€ investito in prevenzione ne fa risparmiare 2,90€ in cure future e questo si traduce in un risparmio per la comunità che garantisce il diritto alla salute dei più fragili, eliminando costi e disagi di trasporto. In poche parole, è anche un modo (anche se a livello locale) per combattere le liste d'attesa.

Accanto a questa dimensione, il progetto introduce una logica di economia circolare chiara e responsabile. Credo che uno spazio pubblico non debba limitarsi ad assorbire risorse, ma debba essere messo nelle condizioni di generarle, direttamente e indirettamente. La presenza di funzioni attive, culturali e formative che ho previsto per anziani e giovani, integrate con servizi reali, consente non solo di ridurre nel tempo i costi improduttivi, ma anche di attivare opportunità occupazionali concrete, in particolare per i giovani, restituendo dignità al lavoro attraverso strumenti normativi già disponibili, come le clausole sociali previste dal D.Lgs 36/2023 e i modelli di co-progettazione disciplinati dal D.Lgs 117/2017.

La solidità di questa proposta non risiede solo nella sua visione, ma nella sua piena fattibilità amministrativa. L’intervento può essere inquadrato attraverso una variante urbanistica al Piano Operativo Comunale (o meglio conosciuto come POC) ai sensi della L.R. 24/2017, accompagnata dal necessario nulla osta della Soprintendenza secondo quanto previsto dal D.Lgs 42/2004, mentre gli standard sanitari trovano riferimento nel DPR 14 gennaio 1997 e possono essere attuati mediante protocolli operativi con l’AUSL nel rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione stabiliti dalla Legge 241/1990. L’intero impianto si inserisce inoltre nel quadro della L.R. 15/2013, che promuove la sussidiarietà e il coinvolgimento attivo della cittadinanza, garantendo al contempo la piena conformità alle normative in materia di protezione dei dati personali. In quest'ottica la riqualificazione averrà con standard NZEB (Nearly Zero Energy Building) abbattendo i costi fissi per il Comune da 40€ a meno di 10€ al mq. Grazie a un impianto fotovoltaico da 20kW, l'edificio coprirà l'80% del fabbisogno energetico e porterà ad un risparmio di oltre 20.000€ l'anno di bollette rispetto a una struttura tradizionale. Questo, quindi, si traduce in fondi che resteranno nelle casse comunali per finanziare servizi ai cittadini anziché sprechi energetici.


Ex. plesso scolastico
Ex. plesso scolastico

Proprio per questo, ritengo che una proposta di questo tipo non debba essere trattenuta o utilizzata esclusivamente in funzione di una futura campagna elettorale. Il piano è già stato condiviso con l’attuale amministrazione della sindaca Elisa Parenti, nella convinzione che il valore di un’idea si misuri anche dalla disponibilità a metterla a disposizione della comunità.

In un contesto in cui il dibattito pubblico è, purtroppo, troppo spesso ridotto a contrapposizioni sterili, credo che sia necessario tornare a un principio più semplice e più esigente, quello di utilizzare bene le risorse pubbliche, migliorare i servizi e costruire spazi che funzionino davvero. Perché non è una scelta ideologica, ma una responsabilità amministrativa. Ed è proprio su questa responsabilità, concreta e verificabile nel tempo, che si costruisce la credibilità di chi intende governare un territorio e prepararlo con serietà alle sfide future, perché, come ho anche ribadito più volte, la politica che intendo perseguire non vive di slogan gridati, ma della capacità di costruire un'architettura di soluzioni concrete, dove il merito e la capacità di esecuzione diventano gli unici strumenti per preparare con serietà il futuro di domani.


Edoardo Pignatti


Le presenti relative soluzioni tecnico-progettuali costituiscono opera dell'ingegno originale di Edoardo Pignatti. Il contenuto è integralmente protetto dalla Legge 633/1941, dagli Artt. 2575-2583 del Codice Civile e dalle Direttive UE 2019/790 e 2004/48/CE. Ne è vietata ogni forma di riproduzione, rielaborazione, adattamento o appropriazione indebita, anche parziale.
 
 
 

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