Il 25 aprile: una memoria da preservare
- Edoardo Pignatti
- 26 apr
- Tempo di lettura: 1 min
Il 25 aprile del '45 è l’alba in cui l’Italia ha smesso di essere un territorio occupato per riscoprirsi una comunità di destino. In quel momento, la dignità ebbe il sopravvento sulla rassegnazione e il coraggio di pochi divenne la libertà di tutti. Ma quella libertà non era un punto d’arrivo, ma una responsabilità di costruire una Nazione all’altezza dei suoi sogni, un impegno che oggi ci interroga con rinnovata e severa urgenza.

Oggi, mentre l’orizzonte internazionale si oscura nuovamente e il mondo osserva con angoscia l'accendersi di fronti che minacciano di travolgere ogni equilibrio faticosamente conquistato, non possiamo permetterci di restare spettatori inerti. Onorare la resistenza significa oggi combattere la cultura del rinvio e l'erosione del nostro tessuto sociale, impedendo che l'Italia rimanga prigioniera di quelle potenzialità mai tradotte in realtà.
Siamo chiamati a una nuova serietà civile, ovvero quella che rifiuta la retorica e sceglie la competenza come forma di rispetto per chi diede la vita.
Perché solo ricucendo le nostre fratture interne e agendo con fermezza nello scacchiere globale potremo riscattare ogni occasione finora rimasta inespressa, garantendo che il sacrificio di ieri non sia stato un dono sprecato, ma il fondamento di un’Italia che sa finalmente farsi guida e baluardo di civiltà. Edoardo Pignatti




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